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 Mothia e Riserva Naturale Marina dello Stagnone


La riserva dello Stagnone
Un microcosmo sotto il sole, suggestiva e sensuale, la Riserva Naturale Orientata dello Stagnone si estende, entro il territorio di Marsala, per un lungo tratto che va da capo Lylibeo a San Teodoro.
La Riserva deve il suo nome al fatto che l’ampio tratto di mare interessato sia separato dal resto del Mediterraneo grazie ad un grande frangiflutti naturale, l’Isola Grande, che rende le sue acque placide e tranquille.
Dal punto di vista zoologico, questo territorio rappresenta un laboratorio naturale, in cui nuovi organismi si formano e si evolvono prima di confrontarsi con il mare aperto; unico ambiente europeo ad avere tale privilegio, merita per questo un rispetto particolare.

All’interno della laguna è presente un piccolo arcipelago di isolette: l’Isola Grande, Mothia, S. Maria ed il piccolo scoglio di Schola, così chiamata per la convinzione popolare che in epoca romana vi fosse una scuola di retorica.
Il mare qui si mantiene molto basso tanto che è possibile percorrerlo per lunghi tratti senza che il suo livello superi l’altezza delle ginocchia. Nei suoi punti più profondi l’acqua raggiunge i 3 m.; da S. Teodoro è anche possibile raggiungere l’Isola Lunga a piedi e fino a qualche decennio fa, carretti e cavalli si immergevano in acqua per arrivare fino a Mothia.
Basta guardare lo Stagnone dalla riva per innamorarsene: la strada corre proprio accanto sul litorale, permettendo di osservare le isole, tutte in bella mostra l’una accanto all’altra, l’acqua bassa e tranquilla, i ciuffi di vegetazione spontanea che crescono qua e là e, infine, le saline con i loro suggestivi mulini a vento. La Riserva dello Stagnone è infatti un meraviglioso connubio di natura, storia e azione umana che si sono fusi insieme creando un paesaggio unico e mozzafiato.

Le saline sono una delle più antiche e più produttive attività di questa zona, a cui la natura ha donato un clima perfetto per raccogliere dalle sue acqua il sale, farlo asciugare con il calore del sole e con la forza del vento, cosicché ai passanti sia data l’opportunità di godere dello spettacolo di quelle enormi montagne bianche dietro cui va a dormire il sole mentre, appena più in là, fanno capolino le sagome delle piccole isole.

L'isola di Mothia
Davanti la costa marsalese, nella zona delle saline, alcune piccole isole si stringono a formare una laguna: è la Riserva Naturale Orientata Isole dello Stagnone. Tra queste, la più importante è sicuramente Mothia.
Per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, i Cartaginesi ne vollero fare un proprio scalo commerciale, divenendo presto una delle colonie fenicie più fiorenti del Mediterraneo. Il merito fu della posizione geografica felice lungo le rotte commerciali dell'epoca e da circostanze morfologiche: la laguna dello Stagnone protetta tra l'isola Grande e la costa siciliana, forniva, infatti, un attracco sicuro. Purtroppo però Mothia subì le conseguenze della lotta tra Greci e Cartaginesi per il dominio sulla Sicilia; la città si sviluppò a tal punto che divenne fastidiosa per gli elleni, che guidati da Dionisio II di Siracusa, la distrussero nel 397 a.C. I suoi abitanti si trasferirono sul promontorio antistante, dando origine all’odierna Marsala.

I resti della sua civiltà e della sua florida attività economica sono stati riportati alla luce da una lunga serie di scavi archeologici, soprattutto grazie all’opera di Giuseppe Whitaker che aveva precedentemente acquistato l’isola.
Il Museo Whitaker - Nella sua casa oggi ha sede il Museo che raccoglie i reperti portati alla luce durante le diverse campagne di scavo, si tratta di reperti di epoca preistorica, materiali rinvenuti nell’abitato, arredi funerari provenienti dal Thofet e dalla Necropoli arcaica, ceramiche, monete, sculture, gioielli e  steli votive.
Di grande pregio è il famoso Giovinetto di Mothia, una statua in marmo bianco dell’Anatolia, alta 1,81 m, mancante degli arti e dalle proporzioni armoniose ed eleganti. Molti sono ancora i dubbi riguardo l’origine e il soggetto rappresentato; la tunica e la complessa acconciatura fanno comunque pensare ad un uomo di alto rango.

Dell'antichità di Mothia sono visibili la Casa dei Mosaici (due mosaici del IV sec. a.C. formati da ciottoli bianchi e neri che raffigurano scene di lotta tra animali), il Cothon (piccolo bacino di carenaggio dalla forma rettangolare) ed i Resti di fortificazioni (nonostante la sua posizione geografica fosse già una protezione naturale, a partire dalla metà del IV sec. e tramite interventi successivi, la città venne, infatti, cinta di mura). Visibili sono anche alcune delle torri.
Inoltre, presso il santuario di Cappidazzu sorgono costruzioni di varie epoche di cui è ancora sconosciuto l’utilizzo. La presenza di alcuni altari fa pensare comunque ad un luogo sacro destinato alle offerte per le divinità. Il Thofet indica l’area sacra dov’erano sacrificati agli dei i primogeniti maschi. Qui sono state ritrovate numerose stele votive.

Come arrivare:
dall’imbarcadero situato nei pressi delle saline di Marsala, parte l’apposito servizio di collegamento tra l’isola e la terraferma. 
 

  
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